Portici medievale

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Categoria: Libri in vetrina
Data pubblicazione Scritto da Super User

Teodoro Reale - Portici medievale

Edizioni Paolof

Portici medievaleQuale migliore iniziativa per celebrare i quarant'anni della storica cartolibreria "Paolof" se non quella di donare e donarsi una piacevole passeggiata con un libro nella "Portici Medievale"? Libro che nasce dal desiderio di saperne di più su Portici e dal ricordo di mio padre Paolo Formisano, detto poi Paolof, che di Portici e della sua storia era curiosamente affascinato.

Questo piccolo libro, che ci parla di un'epoca di Portici, ai più ignota, non vuole essere una presuntuosa sfida del sapere, ma una ricerca minuziosa di un percorso a ritroso per conoscere le proprie radici per poi riconoscersi e continuare.

Antonio Formisano (Paolof figlio) 

 

 

Portici su Portici in un libro

di Ciccio Capozzi

Teodoro Reale, un intellettuale, uno studioso attento delle tradizioni e della storia locale ha scritto il libro Portici medievale edito da Paolof, un neo editore porticese; libro, autore ed editore sono la tipica manifestazione di quell'intellettualità aperta, curiosa del mondo di sé e quindi delle proprie radici, che fin dagli anni settanta ha caratterizzato la nostra città. Portici, città di terziario, connotata socialmente dalla presenza di ceti impiegatizi che lavorano nella vicina Napoli, gruppi sociali ad alta concentrazione intellettuale, tra le più alte a livello internazionale, è sempre stata molto vivace e socialmente mobile, specie in quegli anni.

Tuttavia la nostra non è una storia che arriva direttamente fino a noi, come per Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Ercolano o Torre del Greco: città che condividono con noi il comune futuro e il destino di appartenenza al pianeta Vesuvio, ma che hanno una loro storia civile, sociale ed economica. Come per San Giorgio a Cremano, essa si presenta con forti iati, momenti di lungo, tranquillo silenzio. Non è che la storia non abbia attraversato i nostri territori, ma essa avveniva altrove: noi eravamo la risulta di ciò che capitava nei paraggi. Eppure, è questo "silenzio" che a me, personalmente, affascina: la dimensione della storia che opera, nei nostri casali, allora periferici e di frontiera, mutando lentamente, impercettibilmente, ma fatalmente e ineluttabilmente il nostro habitat, confermando nel cambiamento la stessa continuità che ne è l'aspetto esteriore, creando così le condizioni dei nostri futuri destini. Sono documenti spesso di faticosa lettura ma essi riescono ad essere ravvivati dall'attrazione per la ricerca e dalla sensazione di far rivivere-con-noi, convivere, come degli ospiti misteriosi, dei fantasmi, i nostri lontani conterranei, incrociati non nella esteriorità eroica, ma nella comune vita quotidiana, quasi banale. Teo è riuscito a rendere quest'atmosfera di lento e faticoso sviluppo che ha segnato la nostra storia. Lo ha fatto non attraverso effetti narrativi di tipo retorico, ma grazie ad una costante, attenta, amorevole cura del dettaglio e della precisione, mai verbosa o compiaciutamente tirata per le lunghe ma nitida e essenziale nelle sue articolazioni sia concettuali che di bilancio e di confronto, comprese quelle polemiche. Quindi, è grazie a Paolof, al secolo Tonino Formisano o' politologo, della famosa ed omonima libreria cartoleria, epico luogo d'incontro della Via Roma negli anni di dibattiti vivi, skiattosi ed appassionati, che è giunto alla luce questo agile ma ricco volume. Speriamo e ci (gli) auguriamo che sia il primo di una lunga serie.

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